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Custonaci - Presepe Vivente

Documentari

Documentario su Custonaci (TP) - Presepe Vivente
(09-01-2011)


Foto di Simone Pietro @ostanza



Il Presepe Vivente di Custonaci è considerato ad oggi il più grande evento di valorizzazione dei mestieri e delle tradizioni popolari siciliane, inscritto per tale ragione, dal 2006, nel Registro delle Eredità Immateriali, tra i 100 beni immateriali della Regione Siciliana. La manifestazione, organizzata dall’ Associazione culturale “Museo Vivente” di Custonaci, alla 29° edizione, è conosciuta in tutta Italia grazie alla straordinaria suggestività delle immagini, oltre che all’originalità, alla compostezza e al pathos interpretativo dei personaggi, e alle emozioni che riesce a suscitare. Si tratta di un luogo e di un evento di grande richiamo: dal suo esordio, sono oltre 400 mila i visitatori che vi hanno assistito. Inoltre, non passa edizione senza che il Presepe non sia oggetto delle attenzioni dei più importanti media nazionali, sia televisivi (RAI, Mediaset, ecc.) che della carta stampata. Lo “spettacolo” ha luogo a borgo Scurati, una realtà di case rurali disseminate, come in un presepe, a ridosso di un contesto di grotte naturali che si aprono su alte pareti rocciose. Tra queste primeggia la Grotta Mangiapane: emozionante e scenografico spazio risalente al Paleolitico superiore, la grotta rappresenta una vera rarità, dotata di una apertura molto alta, circa 80 metri, e profonda 70, alle cui pareti sono addossate, mantenutasi intatte nel tempo, delle deliziose piccole case, delle stalle e un forno per il pane, costruite da una famiglia di pastori tra l’800 e la metà del ‘900. Alle spalle del borgo, le suggestioni del golfo di Erice, incastonato tra Pizzo Cofano e Pizzo lungo. In questa magica location, ogni anno, da quasi 30 anni, un’intera comunità locale e gli ultimi artigiani-artisti siciliani si riuniscono per dare scena ad uno “spettacolo unico ed irripetibile”: per 7 o 8 giorni, i visitatori -spettatori attraversano i luoghi allestiti di una settantina tra attività/scene di vita, a stretto contatto con oltre 150 personaggi, che riproducono fedelmente l’esecuzione di antichi mestieri e scene/luoghi sempre più rari. “Non si finge di produrre, no, si produce per davvero: vasi, sedie impagliate, ferri ritorti, formaggi, olio d'oliva spremuto dal frantoio di pietra…” (Panorama, 2002). L’evento stesso rappresenta quindi una modalità di gestione altamente innovativa di 2 beni culturali:
- la preistorica Grotta Mangiapane che, senza il Presepe Vivente, non sarebbe mai stata valorizzata;
- il patrimonio culturale degli antichi mestieri e delle tradizioni siciliane, che grazie al Presepe diventa “fruibile” in una forma del tutto alternativa e nuova rispetto a freddi e statici musei etno-antropologici.

I MESTIERI: L’immenso patrimonio culturale degli antichi mestieri e delle tradizioni siciliane, rivive ogni anno grazie al Presepe Vivente e alle attività dell’Associazione Museo Vivente di Custonaci.
Tra gli antichi mestieri rievocati vi sono:
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U CURDARU, (il cordaio)
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U ZABBARINARU (lavorazione dell’agave)
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I MANNARI (lavorazione del latte)
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U STRINCITURI (per la macina delle olive)
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U FIRLIZZARU (chi costruisce sgabelli)
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U SELLARU (il conciatore di selle)
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U PUPARO
- PIGNATARO

Per qualche giorno la vita dei Borgo è scandita da ritmi caratterizzati dalla straordinarietà dell'ordinario. In uno spazio alcuni contadini arano la terra, poco distante altri eseguono la potatura delle viti, più in la un mulo bendato e tenuto per la cavezza esegue la battitura dei grano nell'aia. Il grano raccolto a mucchi viene passato al setaccio e un uomo con una piccola macina di pietra (mulineddu di petra) ne macina ridotte quantità. Più avanti sorge un trappitu dove vengono portate le olive da premere. Da qui in poi è un susseguirsi di attività artigianali e domestiche e di scene di vario genere. Uno scalpellino disposto nel proprio antu lavora la pietra. C'è l'ovile con le pecore, il porcile con la scrofa e i maialini, il pollaio con le galline. Più avanti lo stagnino; quindi il mielaio e lo stazzunaru, l'artigiano addetto alla realizzazione di manufatti di terracotta, siano essi laterizi o vasi e recipienti fabbricati al tornio; in questo caso lo stazzunaru è anche mastru di tornu, maestro dell'arte figulina. Nel baglio alcuni bambini giocano, alcune ragazzine lavano i panni nella pila mentre le donne attendono alla preparazione dei fichi secchi e dell'estratto di pomodoro, disponendo i frutti e la salsa su lunghe tavole di legno poggiate su supporti improvvisati. Un'altra donna sta spennando una gallina con l'acqua calda. Proseguendo lungo il percorso incontriamo il barbiere, la taverna, l'antu dello zimmilaru, l'artigiano che lavora la palma nana utilizzandone giummara e curina. Vicino a lui un altro intreccia la ddisa mentre più avanti si costruiscono carteddi con canne e verghe di ulivo. la bottega dei mastro d'ascia mostra gli attrezzi dei mestiere, scalpelli, martelli, compassi, seghe di varie dimensioni. Intanto il sellaio ripara le selle mentre poco distante si preparano ricotta e formaggio. Superata la Grotta Mangiapane dove si rappresenta la Natività con il bue e l'asino, un gruppo di pescatori attende alla riparazione delle reti mentre il nassaru dispone i culmi di giunco per costruire chiasta e campa della nassa, la trappola per crostacei e cefalopodi. In una casa si sta camiando il forno mentre una donna prepara la pasta con l'arbitriu. Più avanti si apre la bottega dei maniscalco; il vicino un muratore sta acconciando un muro. In uno slargo si vendono verdure e frutta, si arrostisce un agnello, un pecoraio prepara la ricotta. Seguono l'arrotino, un costruttore di cuddara, il sarto, il bottaio, il carradore che si prepara a cerchiare una ruota di carretto, un carbonaio delle montagne di San Vito Lo Capo, il cardatore di lana. Gli “attori” sono per lo più uomini e donne di Custonaci o di paesi vicini. Essi non interpretano ruoli ma vivono realmente situazioni di cui sono o sono stati protagonisti sino a un passato recentissimo. Gli artigiani, inoltre, ripropongono in un contesto fuori dall'ordinario il mestiere che esercitano a Custonaci o in luoghi poco distanti: Buseto Palizzolo, Castelvetrano, Trapani, Valderice. Artigiani veri dunque come vere sono le operazioni che compiono, reali sono i gesti che articolano, finalizzati a uno scopo. L'abolizione dei tempo e dello spazio ricostituisce il senso mitico originario dell'evento. Pratiche proprie di determinati cicli stagionali (aratura, potatura delle viti, raccolta delle olive) avvengono contemporaneamente e in uno spazio compresso. Gli «attori», come le statuine dei presepi popolari inanimati, diventano «tipi» e nello stesso tempo rappresentano un mondo determinato, l'area dei Trapanese. Il Presepe di Custonaci si pone come una sorta di operazione “museografica”, nel senso dei sapere e della sua comunicazione, la cui validità è certamente apprezzabile. Una operazione di questo genere comporta, infatti, la conoscenza dei proprio territorio e delle attività produttive a esso connesse e il recupero di tutta una serie di competenze organiche a un tessuto economico e sociale ormai da decenni in via di rapida trasformazione. in altri termini, anche se per un lasso di tempo circoscritto - ma bisognerebbe analizzare eventuali effetti a distanza – il Presepe Vivente di Custonaci, per il modo in cui è stato pensato e organizzato, conferisce identità a una intera comunità sia sui versante della cultura materiale sia su quello della cultura intellettuale con il recupero dei patrimonio di conoscenze e di abilità manuali connesso ai singoli mestieri. Mestieri che si fanno e che si rappresentano nel loro farsi, costituiscono una occasione rara per la conoscenza. Gli oggetti e le tecniche a essi connesse dicono per mano di coloro che li sanno adoperare e attraverso i prodotti che servono a confezionare. In questo senso si tratta di una operazione museografica, di una museografia sempre auspicata e con difficoltà realizzata laddove essa, avendo a che fare con reperti della cultura materiale, si pone il problema di convertire il loro statuto, il posto e le relazioni che essi hanno con il mondo sociale.
A Custonaci, in sostanza, una comunità si fa memoria non tanto per celebrare il proprio passato quanto per fondarsi e rifondarsi in un oggi di cui appaiono incerti i tempi dei domani.

LA GROTTA MANGIAPANE: Custonaci in Provincia di Trapani, centro marmifero di levatura internazionale, rappresenta uno dei principali poli nazionali dì estrazione di materiali lapidei di pregio, con 136 cave in attività da cui si estrae il celebre marmo denominato "Perlato di Sicilia". Le pietre di Custonaci sono prevalentemente calcaree e, pertanto, nelle ere geologiche hanno innescato i cosiddetti fenomeni carsici, dando origine a numerose e bellissime grotte, antropizzate fin dal Paleolitico Superiore. Una delle più belle, e in assoluto la più caratteristica, è la Grotta Mangiapane (così denominata dal nome del nucleo familiare che vi abitò dal 1800 sino alla fine dell'ultima grande guerra). Alla sua formazione, oltre al carsismo ha influito l'azione del mare che ne ha ulteriormente modellato ed ampliato le cavità. Fu scientificamente studiata per la prima volta dal paleontologo francese R. Vaufrey, direttore del museo di paleontologia umana dell'Università dì Parigi, che vi trovò tracce dell'uomo primitivo consistenti in ritrovamenti di manufatti litici, selci lavorate. ossa e denti di animali e graffiti, molti dei quali si trovano ancora oggi conservati presso il Museo Pepoli di Trapani ed il Museo Etno Antropologico di Parigi.Le suggestioni del borgo Scurati e della Grotta Mangiapane sono forti a tal punto da essere state spesso utilizzate come location per importanti produzioni cinematografiche e televisive, tra le quali ricordiamo:
- “Il Commissario Montalbano” (episodio della serie “il Commissario Montalbano” in onda su Rai 1);
- “Il ladro di merendine” (episodio della serie “il Commissario Montalbano” in onda su Rai 1);
- “Cefalonia” (fiction storica in più atti prodotta e distribuita dalla Rai)
- “Nuovo mondo” (produzione cinematografica del 2006);
- “Viola di mare” (produzione cinematografica del 2009).


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